C’è un momento preciso in cui il design smette di essere solo estetica e diventa visione. È quel punto in cui le idee prendono forma, si contaminano, si mettono in gioco. Ed è esattamente lì che si colloca l’alleanza tra CUPRA Italia e Raffles Milano, giunta al secondo anno e sempre più orientata a costruire un ponte concreto tra creatività e realtà.
Non si tratta di una semplice partnership. È un laboratorio aperto, una piattaforma culturale dove il talento giovane incontra un brand che ha fatto della rottura degli schemi la propria identità.
72 ore per cambiare prospettiva

Il cuore pulsante di questa collaborazione è “72 ore”, un hackathon immersivo in cui gli studenti vengono chiamati a trasformare idee in progetti concreti in appena tre giorni. Un tempo breve, ma sufficiente per mettere alla prova intuizioni, competenze e visioni.
Qui il design non è teoria, ma pratica.
Non è esercizio, ma sfida reale.
I brief arrivano direttamente dalle aziende – tra cui CUPRA – e spingono i partecipanti ad esplorare territori che vanno oltre l’automotive: spazi, oggetti, esperienze. Il risultato? Un processo di contaminazione tra discipline diverse, dove moda, comunicazione, product design e grafica si fondono per generare nuove soluzioni.
Oltre l’auto: il design come linguaggio culturale
CUPRA continua così a posizionarsi non solo come marchio automobilistico, ma come interprete contemporaneo del design.
Il concept “Beyond the Known”, che accompagnerà il brand anche alla prossima Milano Design Week, racconta proprio questo: la volontà di andare oltre ciò che è già stato definito, oltre i confini tradizionali.
E in questo percorso, il sostegno ai giovani talenti diventa strategico:
borse di studio per studenti di Product e Interior Design
supporto alle tesi di laurea
coinvolgimento diretto nei processi creativi
Un investimento che non guarda al breve periodo, ma costruisce visioni.
Dove nascono le idee che contano

C’è un passaggio interessante che emerge chiaramente da questa esperienza: l’innovazione non nasce mai in ambienti isolati.
Nasce nel confronto.
Nella pressione del tempo.
Nel rischio di sbagliare.
E proprio in questo contesto, i 15 studenti coinvolti nell’hackathon rappresentano un microcosmo perfetto: background diversi, linguaggi differenti, un unico obiettivo. Creare qualcosa che lasci un segno.
Non è solo formazione. È allenamento al futuro.
Dalla progettazione alla città: Milano come palcoscenico
Le idee sviluppate durante “72 ore” non restano chiuse nelle aule.
Vengono portate fuori, esposte, condivise.
Durante la Milano Design Week, infatti, i progetti trovano spazio all’interno della Garibaldi Gallery, diventando parte di un racconto più ampio che coinvolge pubblico, aziende e addetti ai lavori.
È qui che il cerchio si chiude:
dall’idea al prototipo,
dal laboratorio alla città.
Strade nuove, non mappe già scritte
In fondo, ciò che emerge da questa collaborazione è un concetto molto vicino alla filosofia di Strade’89: non seguire percorsi già tracciati, ma costruirne di nuovi.
CUPRA lo fa nel suo modo, spingendo il design oltre i limiti convenzionali.
Raffles Milano lo fa formando menti capaci di pensare in modo trasversale.
Insieme, stanno disegnando qualcosa che va oltre un progetto educativo o una strategia di brand.
Stanno costruendo una cultura.
E forse è proprio questa la vera strada da percorrere: quella in cui il talento non viene solo scoperto, ma messo nelle condizioni di esplodere.

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