• L’hub milanese dei quattro anelli presso Portrait Milano ha ospitato Origin Student Program
• Una serie di incontri sviluppati assieme ad INTERNI, con cui Audi ha un rapporto di collaborazione da 13 anni come co-producer della mostra evento
• Assieme agli studenti della Scuola di Design del Politecnico di Milano, IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione, IED – Istituto Europeo di Design e Istituto Marangoni Milano Design per riflettere sul ruolo del design
• Formazione tassello importante anche per l’incontro “Alle origini del tempo: la Maison Breguet”: artigianalità ed avanguardia richiedono competenze specifiche ed apprendistato
In occasione della Milano Design Week, Audi ha rinnovato la propria presenza nel calendario degli eventi del FuoriSalone con un programma di attività multidisciplinari che hanno animato gli spazi di Portrait Milano. All’interno della Piazza del Quadrilatero, in Corso Venezia, per il quarto anno consecutivo il brand si è raccontato con un dialogo tra design, innovazione ed emozione, grazie all’installazione “Origin” firmata da Zaha Hadid Architects, realizzata nell’ambito della mostra‑evento INTERNI Materiae, e alle premiere nazionali di Audi RS 5 e Audi Revolut F1 Team R26, espressioni della tecnologia ibrida nella sua massima declinazione, dal motorsport alla strada.
Dal 22 al 25 aprile negli spazi dell’hub milanese di design targato Audi, il Marchio dei quattro anelli ha coinvolto studenti e giovani progettisti per interrogarsi su quali sia il significato della progettazione oggi, investigando il significato di design, velocità e qualità in una restituzione valoriale e culturale verso chi deve dare forma al futuro.
Gli incontri, denominati Origin Student Program, inaugurati da Gilda Bojardi, Direttore di INTERNI con cui Audi ha sviluppato il format, si sono aperti il 22 aprile con il talk “Design in an age of acceleration” in cui Francesco Zurlo, Preside della Scuola del Design del Politecnico di Milano, ha incontrato i suoi studenti indagando il ruolo chiave del designer. Fondamentale è porsi la domanda di quale sia il contesto in cui il designer stesso è chiamato a progettare, in un mondo che accelera e in cui la qualità non deve essere la velocità fine a se stessa ma letta in chiave di profondità, quindi con la riscoperta della cultura del progetto e delle sue radici umanistiche.
I talk sono proseguiti poi il 23 aprile con “Clarity over noise” in cui Davide Rampello, Direttore Creativo Rampello&Partners e Docente Universitario presso IULM, assieme a Michele Pasca di Magliano, Direttore Zaha Hadid Architects, autore dell’installazione “Origin” all’interno di Portrait, ha riflettuto sul concetto di superfluo ed essenziale, su come progettare significa distillare e rendere leggibile la complessità. Dopo un excursus del Professor Rampello sull’etimologia della parola design (da de-signo, dar forma) e sul rapporto del progetto stesso e della parola con il tempo, Michele Pasca di Magliano ha spiegato ai ragazzi presenti come è nata l’installazione e come rappresenti un “Moment of clarity” di esperienza individuale ma collettiva, dando vita a una sottrazione consapevole nel design.
Il 24 aprile Portrait durante l’incontro “Governing Speed” Riccardo Balbo, Architetto e Direttore Accademico del Gruppo IED si è confrontato con Gabriele Chiave, Fondatore e Direttore Creativo di CONTROVENTO. Oggetto della conversazione la riflessione fisica della velocità come relazione fra spazio e tempo. In uno scambio di opinioni, in cui si evidenzia il rischio del vivere in modo governato dalla velocità fine a se stessa, la conclusione è che la velocità è una scelta individuale, e che si deve riconoscere anche il valore della lentezza. L’invito agli studenti è quindi di rallentare, essendo pienamente consapevoli della velocità, quando lo richieda il progetto o la propensione, non quando lo impone il sistema.
Il ciclo di appuntamenti si è concluso il 25 aprile con “Designing what lasts” alla presenza di Giulio Cappellini, Architetto, Direttore Artistico e Brand Ambassador di Istituto Marangoni Milano Design. Si è analizzato il ruolo di Milano durante la settimana del design consolidando questo appuntamento come un hub geografico unico dove convivono creatività, industria e artigianato. Nel contesto attuale il ruolo del designer evolve verso una contaminazione multidisciplinare anche se la conoscenza dei maestri del passato è l’unico strumento che permette alle nuove generazioni uno sguardo critico.
E proprio questo punto vista è emerso ripreso anche durante il talk “Alle origini del tempo: la Maison Breguet” in cui si è sottolineata l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni nel dibattito culturale e nello sviluppo di competenze che mirano all’eccellenza.
Durante l’incontro Emmanuel Breguet, Vice President – Head of Patrimony della Maison, ha condotto l’audience in un excursus dell’intensa tradizione dello storico Marchio d’alta orologeria per esplorare il concetto di originalità nel tempo assieme a Franz Botrè, Direttore di Arbiter. Qualità, tempo ed emozione infatti sono valori che definiscono e accomunano l’essenza di Breguet e Audi. Non si tratta infatti solo di tecnica e “ingegnerizzazione” , ma di una visione condivisa dell’art de vivre e della cultura del tempo.
Le creazioni di Breguet, quegli orologi che sono stati delle vere e proprie rivoluzioni epocali come il primo movimento tourbillon risalente a 225 anni fa, e che hanno attraversato la storia a partire dal 1775, sono degli strumenti che misurano il tempo ma che richiedono più tempo per essere creati, con anni di sviluppo e migliaia di ore di lavorazione, frutto di un rigore assoluto nel dettaglio che non ammette compromessi.
Con la stessa logica è nata la monoposto di Formula 1, Audi R26, esposta in anteprima negli spazi di Portrait Milano, che nasce da un processo lungo, preciso, rigoroso, in cui ogni millesimo di secondo guadagnato in pista è il risultato di mesi di lavoro invisibile. Lo stesso vale per nuova Audi RS 5, il primo modello plug-in di Audi Sport, sotto la cui carrozzeria non c’è solo tecnologia ibrida, ma la stessa filosofia della Maison: la performance come esito di qualità, pazienza e savoir-faire.
Per riuscire a portare avanti questo livello di eccellenza la Maison accoglie giovani per seguire presso la sua sede un apprendistato con cui portare avanti questo mestiere d’arte che è l’alta orologeria, con la sua capacità di inventare mantenendo comunque al centro il presidio del sapere.
All’evento inoltre erano anche presenti studenti del corso di Tecnico dell’arte orologiera, un percorso di formazione che valorizza sia il patrimonio delle tradizioni artigianali sia l’innovazione tecnologica contemporanea.
Cogliendo l’occasione di un dialogo con le nuove generazioni, Audi esplora il significato di design, velocità e qualità, restituendone una lettura valoriale e culturale rivolta a chi è chiamato a plasmare il futuro.
Ne deriva una nuova chiave interpretativa dell’accelerazione contemporanea, coerente con la strategia del Brand nell’affrontare il tema della velocità attraverso il suo know-how e visione.
Con prodotti intelligenti ed elettrici Audi sta guidando il cambiamento e sta plasmando in modo significativo la mobilità del futuro. Il costruttore premium è attivo a livello mondiale in più di 100 mercati e gestisce una rete produttiva con 22 sedi in 13 Paesi. All’insegna del “Vorsprung durch Technik”, oltre 88.000 dipendenti lavorano in seno al Gruppo Audi alla mobilità di domani. Applicando valori quali coraggio, entusiasmo, responsabilità e fiducia, essi stanno reinterpretando oltre 100 anni di tradizione automobilistica in chiave moderna. Nel 2026 Audi partecipa per la prima volta con una propria squadra al Campionato di Formula 1, sottolineando il proprio DNA votato agli sport motoristici. Al Gruppo Audi, oltre al Marchio Audi, appartengono il costruttore di auto sportive

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