31 Ottobre 2026

Strade'89

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Volkswagen, conti sotto pressione e svolta tecnologica: accordo con NXP per le auto del futuro

Nei primi nove mesi del 2026 ricavi a 233,4 miliardi di euro e risultato operativo frenato dalle voci straordinarie. Il Gruppo punta su efficienza, semplificazione e una nuova architettura elettronica: il primo veicolo è previsto nel 2027.

Il Gruppo Volkswagen affronta una fase decisiva della propria trasformazione: recuperare redditività in un mercato sempre più competitivo e accelerare lo sviluppo delle tecnologie destinate alle prossime generazioni di automobili. I risultati dei primi nove mesi del 2026 e la partnership strategica con NXP Semiconductors delineano le due dimensioni di questo percorso, tra pressione sui conti e ricerca di una maggiore efficienza industriale e tecnologica.

Da una parte pesano i dazi statunitensi, le difficoltà del mercato cinese e la concorrenza sui prezzi. Dall’altra, Volkswagen rafforza la collaborazione sui semiconduttori per costruire veicoli con un’elettronica meno complessa e funzionalità digitali aggiornabili durante il loro ciclo di vita.

Ricavi in calo e risultato operativo vicino al pareggio

Nei primi nove mesi del 2026 il Gruppo ha registrato 233,4 miliardi di euro di ricavi, rispetto ai 238,7 miliardi dello stesso periodo del 2025, con una diminuzione di circa il 2%. La crescita dell’8% della divisione Financial Services ha compensato solo in parte la contrazione del business automotive, pari al 4%.

Il risultato operativo si è fermato a 0,1 miliardi di euro, contro i 5,4 miliardi dei primi nove mesi del 2025. Sul dato hanno inciso voci straordinarie per 8,7 miliardi, di cui 7,8 miliardi contabilizzati nel solo terzo trimestre.

Tra le principali componenti figurano svalutazioni non monetarie relative a Porsche per 6,4 miliardi di euro, rettifiche di valore sulle attività delle società integralmente consolidate in Cina per circa un miliardo e ulteriori oneri collegati alla prevista vendita di Volkswagen Osnabrück GmbH.

Escludendo le voci straordinarie, il risultato operativo è stato di 8,8 miliardi di euro, con un margine sulle vendite del 3,8%. Un livello che il CFO e COO Arno Antlitz considera insufficiente per sostenere gli investimenti necessari al futuro del Gruppo.

Le vendite complessive di veicoli sono scese a 5,9 milioni di unità, l’11% in meno rispetto ai 6,6 milioni dello stesso periodo del 2025. Escludendo le joint venture cinesi, la flessione è stata più contenuta, pari all’1%.

Crescono gli ordini elettrici, ma resta la sfida dei margini

Sul fronte commerciale arrivano segnali positivi dall’Europa. Nei primi nove mesi gli ordini acquisiti sono aumentati del 4%, raggiungendo circa tre milioni di veicoli, mentre quelli delle auto completamente elettriche sono cresciuti del 39%.

Alla fine di settembre il portafoglio ordini europeo contava circa 1,1 milioni di veicoli, l’11% in più rispetto alla fine del 2025. Le elettriche ne rappresentavano circa il 40%, con 150.000 ordini già raccolti dalla Electric Urban Car Family.

La crescita dell’elettrico pone però una questione economica: secondo quanto evidenziato dal Gruppo, questi modelli assicurano attualmente una redditività inferiore rispetto alle vetture con motore a combustione. L’aumento della loro quota nelle vendite contribuisce quindi alla pressione sui margini.

Per rispondere a questo scenario Volkswagen ha delineato nel proprio Future Plan un programma di riduzione dei costi di circa 31 miliardi di euro. Le misure comprendono una gamma più snella, strutture organizzative più semplici, minori costi dei veicoli e delle spese generali, maggiore efficienza degli stabilimenti e tempi di sviluppo tecnologico più rapidi.

Il flusso di cassa netto della divisione Automotive è intanto salito a 4,4 miliardi di euro, rispetto agli 1,8 miliardi dello stesso periodo del 2025, sostenuto soprattutto dalla riduzione degli investimenti e dalle operazioni sul portafoglio. La liquidità netta della divisione si attestava a 33 miliardi di euro al 30 settembre.

L’accordo con NXP per semplificare l’elettronica delle auto

In questo percorso di trasformazione si inserisce la partnership annunciata il 26 ottobre con NXP Semiconductors. Il Gruppo ha scelto la famiglia di microcontrollori S32K5 come componente comune della futura architettura elettronica zonale dei propri veicoli definiti dal software, i cosiddetti software-defined vehicle.

Il primo veicolo dotato della nuova architettura è previsto per il 2027.

L’obiettivo è affrontare una complessità crescente: le automobili integrano sempre più funzioni digitali e gestirle attraverso numerose centraline separate rende più articolati lo sviluppo e l’organizzazione dei componenti.

L’architettura zonale concentra invece diverse funzioni in un numero inferiore di unità elettroniche, organizzate per aree del veicolo. I microcontrollori NXP collegheranno sensori e attuatori, raccoglieranno ed elaboreranno dati e gestiranno funzioni relative a illuminazione, carrozzeria, comfort, telaio e sistemi di sicurezza.

I processori centrali ad alte prestazioni si occuperanno delle elaborazioni più complesse, comprese quelle necessarie per funzioni avanzate di infotainment e guida automatizzata.

Una base comune per Volkswagen e Rivian

La nuova architettura è sviluppata da Rivian e Volkswagen Group Technologies, LLC, conosciuta come RV Tech, la joint venture tra Volkswagen e Rivian. È destinata ai veicoli di entrambe le aziende, mantenendo la possibilità di offrire funzioni ed esperienze specifiche per ciascun marchio.

L’impiego di una tecnologia comune punta a ridurre la complessità dell’hardware, favorire le economie di scala e rendere le soluzioni utilizzabili su diversi marchi e segmenti automobilistici. I microcontrollori S32K5 sono inoltre progettati per supportare elaborazioni in tempo reale e aggiornamenti software da remoto, gli aggiornamenti OTA.

La collaborazione rientra nella strategia con cui Volkswagen intende assumere un ruolo più attivo nella filiera dei semiconduttori. Attraverso accordi diretti e di lungo periodo, il Gruppo punta a definire in anticipo le proprie necessità tecnologiche, rafforzare la resilienza degli approvvigionamenti e migliorare la pianificazione con i fornitori.

Le prospettive per il 2026

Per l’intero esercizio Volkswagen prevede ricavi pari a circa 315 miliardi di euro e un margine operativo intorno all’1%. Nella divisione Automotive il flusso di cassa netto è atteso tra 3 e 6 miliardi di euro, con una liquidità netta tra 32 e 34 miliardi.

Le previsioni restano condizionate dal contesto economico, dalle restrizioni commerciali, dalle tensioni geopolitiche e dall’intensificarsi della concorrenza.

Per Volkswagen, la sfida è trasformare la crescita commerciale delle nuove tecnologie in una redditività capace di sostenerle. La semplificazione annunciata con NXP indica una delle strade scelte: condividere componenti e piattaforme tecnologiche per accelerare l’innovazione e contenere la complessità delle prossime generazioni di veicoli.